Dieci anni fa debuttava in
Italia la Matiz. Era il 12 luglio 1998 quando la “sensazione piacevole”, questo
il significato del suo nome in spagnolo, comparve sulle strade del Bel Paese.
Aveva ancora il marchio Daewoo sul cofano, poi diventato Chevrolet, ma la linea
disegnata da Giugiaro faceva subito intuire che sarebbe stato un modello di
successo. Da allora a oggi sono state 300.000 l Matiz immatricolate sul
territorio italiano, e nel mesi di giugno, dopo ben 10 anni, la Matiz è stata l’auto
estera più venduta del suo segmento. Da 10 anni è
anche il modello Chevrolet più venduto in Europa. Non solo, ma il suo prezzo è
lo stesso di dieci anni fa. All’epoca era disponibile solo la versione SE con
motore di 800 cc che costava 15.250.000 Lire chiavi in mano (allestimento
City): praticamente lo stesso prezzo al pubblico dell’attuale Chevrolet Matiz S
Smile 800 (7.950 Euro x 1.936,27 = 15.393.346 Lire).
Forse
non tutti sanno però che Matiz è il prodotto finale di una evoluzione iniziata
nel 1992 alla Italdesign di Moncalieri (Torino) che all’epoca realizzò il
progetto Lucciola, una minimonovolume a 3 porte, dotata di motorizzazione
ibrida, caratterizzata da una grande versatilità di carico e realizzata con
materiali riciclabili. A capo del progetto era Fabrizio Giugiaro, figlio di
Giorgetto Giugiaro. Il prototipo di questa piccola vettura, equipaggiata con un
bicilindrico Diesel di 490 cc da 5,5 kW affiancato da due motori elettrici da 7
kW, venne presentato al pubblico nel 1993 al Salone di Ginevra ed al Motor Show
di Bologna.
«Matiz è il
classico esempio di come la casualità non fa perdere una buona idea» ricorda
oggi Giorgetto Giugiaro. «In occasione del Salone di Torino del 1992, realizzai,
insieme a mio figlio Fabrizio un prototipo nato inizialmente come esercizio di
stile sull’auto destinata alla città per antonomasia: la 500. Volevamo
realizzare un’automobile per il tempo libero destinata prevalentemente al
traffico cittadino. La sfida fu quella di concentrare in una vettura dalle
dimensioni molto contenute quelle che erano peculiarità delle auto dei segmenti
superiori: i 5 posti a sedere, le 5 porte, il superamento dei crash test… La
Lucciola venne vista da un presidente che voleva esattamente quel tipo di
prodotto da lanciare sul mercato. Grazie alla determinazione ed alla
convinzione di chi sposò quella scelta nacque Matiz, una city car che ha avuto
un suo successo commerciale, come dimostra il decimo anniversario che viene
celebrato in questi giorni».
Il
presidente in questione era, appunto, Who Woo Choonga, allora presidente di
Daewoo. Il prototipo venne sviluppato da Fabrizio Giugiaro che realizzò
“d'Arts”, una vettura che riprendeva molte caratteristiche originarie della
Lucciola come la carrozzeria monovolume, la struttura del pianale ed i
materiali plastici utilizzati per gli interni; ne migliorava, però, la
maneggevolezza e ne aumentava la lunghezza complessiva. Nel 1997 il prototipo
“d'Arts” cambiò nome in “Matiz”, e con questo venne presentato al Salone di
Seul.
Dopo essere
stata introdotta sul mercato sudcoreano, nell’Estate 1998 la nuova Matiz venne
introdotta anche in Italia, dove era inizialmente disponibile la sola versione
SE negli allestimenti City, Planet e Star (in seguito si aggiunsero Matiz S Van
e Matiz S Smile) con motore da 796 cc. Ampia dotazione di serie, ottimo
rapporto qualità/prezzo e consumi contenuti erano i punti di forza di questa
vettura, che ottenne subito un grande successo, come testimoniano i dati di
vendita (alla fine del 2002 si contavano già 500.000 Matiz vendute in Europa,
157.000 delle quali in Italia).
La seconda
generazione Matiz (fase 2) arrivò nel 2001. I fari avevano una forma più
allungata, mentre gli indicatori di direzione erano rotondi. Il cofano motore
era stato abbassato. I paraurti erano di nuovo disegno. Il vano porta-targa
posteriore era stato inserito nel portellone, mentre i gruppi ottici ed il
paraurti posteriori erano stati ridisegnati. All'interno dell'abitacolo gli
interruttori degli alzacristalli elettrici erano stati spostati dal tunnel del
cambio alla porta sinistra, era stato aggiunto un porta-bicchiere al centro e,
nell'allestimento Star, comparve la console centrale satinata colore alluminio.
Due anni dopo, nel Febbraio 2003, la gamma delle motorizzazioni si arricchì di
un 4 cilindri di 1.000 cc da 62 CV. All'inizio del 2004, con il rinnovamento
degli allestimenti disponibili, fece la
comparsa un tetto apribile.
Con la parziale
acquisizione di Daewoo Auto & Technology da parte del gruppo General Motors
venne rinnovata l’intera gamma dei veicoli Daewoo. Al Salone di Parigi del
Settembre 2004 venne esposto il prototipo M3X che anticipava la terza
generazione Matiz. Nella stessa occasione GM ufficializzò che dal 1 Gennaio
2005 l'intera gamma di modelli GMDAT sarebbe stata commercializzata in Europa
con il marchio Chevrolet.
La terza
generazione di Matiz arrivò ad Aprile
2005 con due motori a benzina omologati Euro 4 ed un design più moderno. I
punti di forza della vettura rimanevano l'intelligente sfruttamento dello
spazio interno e prezzi molto competitivi. Migliorie al sistema di
distribuzione ed al coefficiente aerodinamico, avrebbero permesso a Chevrolet
Matiz di consumare il 15% meno del modello precedente.
Esposta
in anteprima al Salone di Barcellona ed al Bologna Motor Show, nel Marzo 2007
arrivò la versione attuale (fase 3A) che presenta un leggero “maquillage”. La
disponibilità delle versioni Eco Logic a doppia alimentazione benzina/GPL ha
costituito un ulteriore punto di forza per la diffusione di questo modello.
Matiz
ha subito impressionato favorevolmente la stampa e gli addetti ai lavori di
tutto il mondo. Nel 1998 venne eletta “Automobile più bella del mondo”
(categoria piccole monovolume) tra 45 concorrenti da una giuria internazionale
formata da architetti, designer ed esperti del settore automobilistico. L’anno
seguente conquistò il primo posto (categoria city car) nel referendum “Le auto
che preferisco” indetto dal mensile Quattroruote che nell’occasione raccolse i
pareri di 80.000 lettori su 250 modelli differenti. Nel 2001 Matiz ottenne
ancora il premio “Auto dell’anno” nell’ambito del “5° Trofeo di Eccellenza”,
promosso dall’associazione internazionale GIPA (Group of Interprofessionals for
Products and services for Automobiles), che la giudicò una “vettura adatta al
mercato italiano, non solo per il suo design gradevole, ma anche per la sua
semplicità di manutenzione”.