E’ iniziata a Detroit l’era di Sergio Marchionne a capo della Chrysler. Il supermanager italiano ha preso possesso del suo nuovo ufficio nel quartier generale della Casa, ad Auburn Hills, nei sobborghi di Detroit. Ma contrariamente a quanto si potesse immaginare, il Ceo di Chrysler ha snobbato la suite al 15* piano della torre centrale, dove si trovano gli uffici amministrativi e dove aveva stabilito il suo ufficio Bob Nardelli, ex Ceo del Gruppo, preferendo sistemarsi nel cuore creativo dell’azienda: al quarto piano del Technology Center.
La struttura tecnologica è proprio a fianco dell’enorme palazzo dirigenziale e impostata su criteri di massima efficienza e comunicazione, tanto che sul piano dove ha preso posto Marchionne c’è anche una delle mense della intera struttura. Si tratta del cuore pulsante della Chrysler, dove convivono fianco a fianco i reparti del design, dell’ingegneria e dei sistemi di produzione. Un modo signorile per lanciare anche un messaggio di maggiore integrazione tra le varie parti dell’azienda, soprattutto tra colletti bianchi e tute blu, tra finanziari e ingegneri, tra esperti del marketing e strateghi delle tecniche di produzione. In questa struttura Marchionne sarà circondato dagli uomini che ha sistemato nei punti chiave del colosso Usa. Da Torino lo ha seguito una sparuta ma fondamentale squadra di teste pensanti composta da Alfredo Altavilla, suo braccio destro in Italia e da oggi anche membro del Consiglio di amministrazione Chrysler; Pietro Gorlier, che dirigerà la filiale Mopar, specializzata nella produzione di ricambi; Richard Palmer, neo direttore finanziario; Gualtiero Ranieri, a capo della comunicazione; Gianni Cosa, responsabile degli acquisti e Stefan Ketter, responsabile della produzione. Ad Harald Wester, attuale responsabile delle tecnologie di Torino e ad Maserati sarà affidata anche la responsabilità per le politiche di integrazione tra le piattaforme Fiat e i nuovi modelli Chrysler.
Tutti americani gli altri componenti del nuovo organigramma, e tutti provenienti dall’interno della Chrysler. Del vecchio vertice è rimasto solo Jim Press, che si occuperà solo della transizione tra vecchia e nuova Chrysler. |
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