La prospettiva di vendere 2.8 milioni di Chrysler nel 2014, come previsto dal nuovo CEO del Chrysler Group Sergio Marchionne, pare del tutto irraggiungibile se confrontata con le vendite di quest'anno. L'ammontare delle vetture vendute dal colosso americano nel 2008 è di 1.3 milioni di unità, quasi la metà dell'obbiettivo stabilito, mentre nel 2009, secondo quanto riporta Automotive news, Chrysler venderà 2.065 milioni di unità, un dato che trasforma la soglia di 2.8 milioni del 2014 in una meta molto più raggiungibile.
Ad agevolare il lavoro dell'amministratore delegato Marchionne vi è inoltre una situazione positiva. A dispetto di quanto accadde col piano di ristrutturazione della stessa Fiat nel 2006, Chrysler è stata riorganizzata durante il recente periodo di bancarotta ed è pronta oggi a generare profitti partendo da una base che non tiene conto delle perdite subite nel 2009 e negli anni precedenti. Questo perché l'azienda americana ha avuto un destino diverso da Fiat e il governo di Washington si è accollato il peso della bancarotta.
Un vantaggio sostanzioso che permette di ben sperare riguardo alle previsioni ottimistiche espresse da Marchionne. Se le cose andranno per il verso giusto, rilanciare Chrysler potrebbe rivelarsi un compito più semplice di quanto non sia stato quello di rilanciare Fiat.