Tra licenziamenti e fusioni il futuro è sempre più incerto
5/11/2008
La crisi Usa inizia a provocare i primi effetti negativi sulla produzione,
e di conseguenza sui dipendenti. Tanto per iniziare, il 25% degli impiegati,
circa 5.000 persone, perderà il posto di lavoro. Si tratta di un quarto dei
dipendenti e tutti appartenenti alla categoria dei colletti bianchi, che
lasceranno il posto di lavoro entro il 31 dicembre. Quello appena annunciato
non è il primo mega taglio di teste messo in atto dalla Chrysler: già 30.000
posti di lavoro erano stati cancellati negli ultimi due anni portando a 66 mila
il numero totale dei dipendenti.
Il mercato dell’auto in Usa non sta attraversando un buon momento e le vendite
sono oggi le più basse registrate negli ultimi 15 anni, con rischi concreti di
un crack per le tre grandi di Detroit (General Motors, Ford e Chrysler). E’
appunto per evitare questa drammatica eventualità che i vertici Chrysler hanno
prima avviato e poi interrotto i
colloqui per una eventuale fusione o accordo con Renault-Nissan., mentre
mantengono quelli con General Motors.
Se dovesse andare in porto questa eventualità GM ha già
detto però che intende mantenere una posizione di controllo, soprattutto nel
campo del management, con conseguente taglio di nuovi posti di lavoro tra i
colletti bianchi. Ma non solo: secondo alcuni osservatori, una eventuale
fusione tra i due colossi Usa porterebbe a una sovrapposizione di 40 mila dei
165 mila dipendenti totali. Per non parlare dei doppioni che verrebbero a
crearsi tra le circa 10 mila concessionarie. Insomma, anche il 2009 non sarà un
anno da ricordare.