Marzo da dimenticare per la Chrysler: mentre le trattative con Fiat proseguono, il colosso Usa ha visto le vendite crollare del 39% rispetto al marzo 2008, ma tornate sopra quota 100 mila (esattamente 101.001 unità) per la prima volta dal settembre 2008. Un buon segno. Meno entusiasmanti invece le notizie che riguardano le istituzioni finanziarie Usa che hanno prestato soldi alla Chrysler. Queste si sono infatti dichiarate contrarie alla rinegoziazione dei debiti di Auburn Hills, ovvero, con la loro conversione in titoli Chrysler chiesta dall'amministrazione Obama. Si tratta di JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Citigroup Inc. e Morgan Stanley che hanno prestato a Chrysler 6,8 miliardi di dollari nel 2007.
Sono proseguite intanto le consultazioni tra l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, e il numero uno di Chrysler, Bob Nardelli, con la task force per l’auto della casa Bianca che dovrà decidere sul prestito a Chrysler. Il Ceo italiano assieme ad Alfredo Altavilla, numero uno di Powertrain Technologies, hanno raggiunto un’intesa tra la Casa torinese e quella americana, per la stesura di un piano convincente da presentare alla Casa Bianca entro fine mese.
Tra le ipotesi sul tavolo per Fiat quella più accreditata è una partecipazione del 20% da accrescere in tempi successivi ma senza superare il 49% e previa cessione di know-how tecnologico, ovvero senza l’esborso di un euro da parte del Lingotto.