Sarà la crisi
economica, saranno i trend sociali, di fatto sempre più italiani sono più
disposti ad acquistare beni e servizi low-cost: li considerano prodotti di
qualità, un antidoto alla crisi e allo stesso tempo un consumo intelligente ed
etico. Anche la propensione all’acquisto di un’auto low-cost è in crescita, pur
restando a livelli dell’8%. Che è tanto se si pensa che questo segmento è nato
poco più di cinque anni fa, e che un acquisto importante come l’auto non
implica solo un esborso di denaro importante rispetto a mobili e vacanze (per
fare due esempi tra i prodotti low-cost più acquistati). Ma è anche tanto in
rapporto a un prodotto che deve soddisfare anche un elevato bisogno di
sicurezza e quindi di affidabilità e di fiducia nei confronti del produttore no
facili da superare quando si pensa a un’auto economica.
Tutti dati confermati dalla nuova
ricerca TNS commissionata da Dacia (Gruppo Renault) sul fenomeno del low-cost, che
fotografa l’identità di un Paese aperto alle novità, più informato e
consapevole. La ricerca è stata condotta dalla TNS tra il 18 ed il 31 ottobre
2010, attraverso 1.000 interviste su un campione rappresentativo della
popolazione maggiorenne residente in Italia.
Sembrano passati anni luce e invece era
solo il 2007 quando la prima ricerca di TNS, commissionata da Dacia sul
fenomeno, evidenziava che la metà della popolazione italiana non conosceva
neppure il significato della parola low-cost. Nella nuova edizione
dell’indagine di ottobre 2010, non solo gli intervistati dimostrano di
conoscere questo termine, ma ben il 76% dichiara di avere utilizzato o essere
disposto ad acquistare prodotti low-cost. Quanti non si possono annoverare tra
consumatori attuali o potenziali di questi prodotti hanno addotto come
spiegazione principale la mancanza di occasioni (63%).
Il concetto di low-cost perde quindi
qualsiasi connotato di “classe” per diventare un trend condiviso e diffuso in
ogni fascia socio-economica della popolazione: alla domanda “secondo lei a
quali fasce di popolazione è associabile il concetto?’” ben il 69% delle
preferenze è andato alla categoria “a tutti”. Seguono i giovani, mentre le
categorie delle famiglie a basso reddito e numerose si posizionano all’ultimo
posto.
Analizzando nel dettaglio il paniere
di beni e servizi low-cost maggiormente acquistati, si nota che “la parte del
leone” è ancora giocata da biglietti aerei e viaggi, ma crescono a due cifre
anche prodotti alimentari ed abbigliamento, il cui utilizzo ha subìto un
incremento, vs 2007, di oltre il 30%. Sorprendentemente, ben l’8% del campione
ha dichiarato di aver acquistato o essere disposto ad acquistare un’auto
low-cost.
Dall’indagine
emerge che il cliente italiano dall’auto low-cost cerca una risposta precisa ai
suoi bisogni: risparmio, quindi minore spesa, ed affidabilità ovvero buona
qualità senza troppi optional. Acquistare un veicolo low-cost significa una
scelta concreta ed intelligente che esige minori pretese su tecnologia e
prestigio dell’auto.
In un panorama di profonda trasformazione
del mercato automobilistico, in Italia, la marca Dacia assume un ruolo sempre
più importante. L’85% del campione intervistato dichiara di conoscere il brand,
con una leggera maggioranza tra gli uomini (90%) rispetto alle donne (79%). Le
caratteristiche che vengono associate più spesso a Dacia sono la semplicità, la
vicinanza alle esigenze della famiglia ed il fatto che “chi compra auto Dacia
guarda più alla sostanza che alla forma”: quasi un terzo degli intervistati
(28%) ha dichiarato che sono queste le caratteristiche che si “adattano
perfettamente” alle vetture Dacia.